Il caso black slot machines

Si continua a parlare di un caso che ha fatto molto scalpore nel mondo del gioco d’azzardo sia online che dal vivo e stiamo ovviamente parlando del famoso caso “Black Slot.” Dopo il Black Friday americano una vicenda tutta italiana che ha mutuato parte del nome proprio dal fenomeno americano iniziato nel 2011 e che è culminato con la chiusura di siti importanti di poker e con l’arresto di moltissimi affiliati di banche e delle stesse poker rooms.  Nel caso del Black Slot si è avuto un intervento molto particolareggiato e lungo da parte del Pubblico Ministero per riassumere i temi portanti del processo in corso. La sede è Venezia e l’importanza del caso può avere riscontri su tutto il territorio. Giorgio Gava ha fatto la sua requisitoria particolareggiate di quello che sarebbe successo non lasciando nulla al caso. La tesi dell’accusa è quindi stata ribadita in modo forte rispetto alla predeterminabilità delle varie vincite e anche dell’ammontare delle stesse somme (di molto superiori a quelle che sono consentite al momento della legge). Secondo Gava proprio queste vincite sarebbero state nascoste dietro al complesso meccanismo denominato “frenzy.” La definizione di queste macchinette è stata “deterministiche e d’azzardo.” Dopo le lunghe parole del PM è stato il turno dell’avvocato dello Stato che ha parlato della responsabilità dei Monopoli di Stato che a parere suo sono totalmente estranei alla vicenda, in contrapposizione alla situazione del Cermet, ossia l’ente che ha proprio prodotto i documenti di certifica per queste schede di gioco giudicate poi irregolari. Le parti civili in causa sono rappresentate da Giovanni Negrini e i danni sono stati quantificati tra i 2 e i 4 miliardi di euro che sarebbero stati sostenuti dalla imprese che gestiscono i giochi e che hanno dovuto ritirare tutti gli apparecchi irregolari incriminati.